Fortunato Depero. Cavalcata fantastica

A Palazzo Medici Riccardi di Firenze è in corso la mostra "Fortunato Depero. Cavalcata fantastica", affidata alla curatela di Sergio Risaliti ed Eva Francioli.

Il maestro futurista, nonché uno degli artisti più influenti della prima metà del ‘900, fu una figura emblematica per lo sviluppo del cosiddetto Secondo Futurismo, la seconda fase del movimento artistico che portò ad una radicale trasformazione dell’ambiente mediante un’attività ricostruttiva, come esemplificato da questo estratto del manifesto Ricostruzione futurista dell’universo: “Noi futuristi, Balla e Depero, vogliamo realizzare questa fusione totale per ricostruire l'universo rallegrandolo, cioè ricreandolo integralmente. Daremo scheletro e carne all'invisibile, all'impalpabile, all'imponderabile, all'impercettibile. Troveremo degli equivalenti astratti di tutte le forme e di tutti gli elementi dell'universo, poi li combineremo insieme, secondo i capricci della nostra ispirazione, per formare dei complessi plastici che metteremo in moto”.

La monografica focalizza l’attenzione sul legame tra Depero e la sua produzione artistica ed il territorio fiorentino, attraverso una raccolta di capolavori, tra i quali spiccano, per dimensioni, due arazzi intitolati Cavalcata Fantastica e Due Maschere Tropicali, oltre a Nitrito in velocità, dipinto in prestito dal Museo Novecento di Firenze.

Per saperne di più visita il sito: https://www.palazzomediciriccardi.it/mostra/depero-cavalcata-fantastica/.

© RIPRODUZIONE RISERVATA


Vincent van Gogh. Pittore colto

Al MUDEC di Milano è in corso la mostra “Vincent van Gogh. Pittore colto”, in collaborazione con il museo Kröller-Müller di Otterlo.

Il progetto espositivo presenta una prospettiva inedita sul celebre genio olandese, discostandosi dagli stereotipi che ne condizionano spesso e volentieri la narrazione: oltre ad essere stato un grande pittore, quale è riconosciuto globalmente, Van Gogh si rivela profondamente aggiornato sul dibattito culturale del suo tempo, nonché un assiduo e colto lettore e collezionista di stampe giapponesi.

La curatela della mostra evidenzia pertanto il rapporto tra la visione artistica e l’imprescindibile dimensione culturale del pittore, la quale ha indubbiamente condizionato la sua opera ed in particolare i significati ad essa sottesi, costellandola di tematiche sociali che furono per lui una preziosa materia d’ispirazione.

Per maggiori info visita il sito: https://www.mudec.it/vincent-van-gogh-pittore-colto/.

© RIPRODUZIONE RISERVATA


Via Crucis. La passione di Cristo

È trascorso un mese dalla scomparsa di Fernando Botero, pittore e scultore colombiano conosciuto in tutto il mondo per le opulente figure colorate, dai volumi visibilmente enfatizzati.

Il Museo della Permanente di Milano annuncia “Via Crucis. La passione di Cristo”, la prima mostra postuma dedicata all’artista che presenta una raccolta di sessanta opere tra oli e disegni preparatori, realizzate tra il 2010 e il 2011, che indagano il rapporto di Botero con la religione, tematica profondamente radicata nella sua cultura originaria: è proprio dal Museo di Antioquia di Medellín che proviene difatti la collezione, donata dal maestro nel 2012.

Il corpus di Botero, composto dalle caratteristiche figure morbide e colorate, si arricchisce di questa serie di opere in cui emergono il dramma ed il dolore rappresentati dalla Passione di Cristo, i tormentosi eventi subiti da Gesù nei suoi ultimi giorni di vita prima della condanna a morte: in questa raccolta non sono presenti elementi satirici e si tratta pertanto di un lavoro pervaso di grande rispetto.

L’artista aveva dichiarato negli anni di aver ripetutamente fatto satira sulle istituzioni ecclesiastiche, essendo cresciuto in un Paese dove la Chiesa era una specie di dittatura: ciò non gli ha impedito però di riflettere intimamente sulla fede, spinto dalla convinzione che la religione fosse qualcosa di molto importante e profondo.

La mostra aprirà al pubblico a partire dal 23 novembre e sarà visitabile fino al 4 febbraio 2024.

© RIPRODUZIONE RISERVATA


One Stop Art in visita ad Art Basel Paris+ 2023

di Dott. Marco Trevisan

 

Clima frizzante nei corridoi di Art Basel Paris+ 2023.

Il mix di capolavori e opere di artisti emergenti è più fluido rispetto all’edizione di Basilea, e meno “overwhelming”. Opere legate all’organico, specie alla carta (si vedano ad esempio le sculture in cartone di Eva Jospin da Galleria Continua e da Ruinart, o le opere di carta leggera di Andrianomearisoa), si alternano a vedute minimal (Rob Pruitt, Sugimoto, Scott Lyall) e ad opere digitali (Lu Yang e Refik Anadol, da poco acquisito anche dal Moma).

Artisti ben presenti, anche per via di mostre in città e all’estero, sono Kapoor (qualche tela oltre ai “dischi”), Rothko (bello l’accostamento con Lee Ufan da Pace), Daniel Buren, Mike Kelley, Morandi. Alcuni stand interessanti, oltre ai già citati Continua e Pace, sono quelli di Cardi (Kounellis e Judd tra gli altri), Marian Goodman (un grande Tacita Dean a fianco a Penone), Thaddaeus Ropac (molto bella l’accoppiata Baselitz - Gormley) e Konrad Fischer (Buren con Ruff).

Nella zona “emergenti”, interessante Campoli Presti con Scott Lyall e altri.

Il Grand Palais Éphémère è sede provvisoria ma affascinante, con la vetrata alla fine del percorso che inquadra perfettamente la Torre Eiffel. Il Jardin des Tuileries, con più di 20 grandi sculture, sembra essere la versione parigina e open air di Unlimited, ma più in dialogo con il territorio e la città.

© RIPRODUZIONE RISERVATA