1) Cosa la appassiona della sua professione di commercialista?
Mi stimola molto la libera iniziativa e lo sviluppo della creatività nel proporre soluzioni di organizzazione e pianificazione fiscale e societaria anche a livello internazionale. Il rapporto diretto con gli imprenditori, che sono sempre alla ricerca di crescere ed innovare, consente anche a me di trovare soluzioni diverse e originali che tengano conto del cambiamento dei tempi.

2) Quali sono le domande più ricorrenti che le vengono poste dai suoi amici collezionisti relative all’ambito fiscale?
Le domande più ricorrenti riguardano le problematiche fiscali che derivano dalla divisione di collezioni di opere d’arte che possono nascere sia in vita che per effetto di successioni patrimoniali all’interno delle famiglie, come anche poi la tassazione delle plusvalenze in caso di vendita di opere d’arte oppure il pagamento dell’iva nell’acquisto di opere d’arte se derivano da importazioni piuttosto che da acquisti all’interno dell’Unione Europea.

3) Si ricorda quando e perché ha deciso di diventare un collezionista?
Mio padre è stato un importante collezionista che ha precorso i tempi e mi ha fatto conoscere circa 40 anni fa artisti molto importanti come Francis Bacon e Marc Chagall. Verso i 30 anni ho iniziato a collezionare opere d’arte in virtù della passione che mi era nata sin dall’adolescenza visitando gli atelier degli artisti e approfondendo il loro pensiero. Ho capito che mi interessava l’arte contemporanea perché rispecchia i cambiamenti del mondo e si collega con la scienza, l’innovazione, la tecnologia e anche l’economia.

4) Come sceglie le opere d’arte da inserire nella sua collezione? Come si informa a riguardo?
La scelta delle opere d’arte nasce da una naturale inclinazione che ho sviluppato nel tempo per alcuni artisti che ben rappresentano i problemi sociali, culturali e politici degli anni che stiamo vivendo. Sicuramente mi ha molto aiutato la partecipazione alle fiere e alle esposizioni internazionali, nonché l’approfondimento sui libri e sul web. Per quanto riguarda la valutazione delle opere, esistono piattaforme su internet che permettono di conoscere i risultati delle aste a livello internazionale di quasi tutti gli artisti, sia emergenti che storicizzati. Ho iniziato a collezionare artisti moderni come Vedova e Hartung, per poi spostarmi nel contemporaneo con Pintaldi, Cattelan e Ai Weiwei.

5) Quando compra un’opera, che documenti d’accompagnamento richiede?
Innanzitutto richiedo sempre un condition report, ovvero uno studio tecnico dello stato di conservazione dell’opera, che attesti se l’opera ha subito dei restauri nel tempo e se i materiali che la compongono sono tutti originali.
L’altro documento fondamentale è il certificato di autenticità, che normalmente viene rilasciato dall’artista, se vivente, oppure dall’archivio della fondazione dell’artista se non più vivente.
Per legge le gallerie d’arte devono sempre rilasciare al compratore un certificato di autenticità, le Case d’asta, invece, non sono soggette a questo obbligo.

6) Quali sono la prima e l’ultima opera ad essere entrate a far parte della sua collezione?
La prima opera che ho acquistato è un olio su carta di Emilio Vedova, mentre l’ultima che è entrata nella mia collezione è una scultura di Maurizio Cattelan. La prima mi ha subito colpito per l’impeto della tecnica pittorica utilizzata dall’artista, sublime rappresentante dell’action painting italiana. La seconda per la genialità delle idee sempre trasgressive e anticonformiste dell’artista padovano.

7) Qual è la sua più grande soddisfazione?
Sono nato come neofita e ciò che più mi dà soddisfazione è vedermi riconosciuta, da chi invece ha dedicato la vita all’Arte, una naturale sensibilità all’individuazione delle opere di qualità e alla corretta stima del loro valore. Fin da piccolo collezionavo tutto ciò che mi interessava, non per il gusto di possedere ma perché era il mezzo per imparare a conoscere la storia e le caratteristiche degli oggetti.

8) Qual è la sua opera sogno nel cassetto?
Un dipinto di Marlene Dumas, grandissima artista contemporanea sudafricana di non facile reperibilità sul mercato se non a prezzi oramai inaccessibili.