Il 22 febbraio il Mudec di Milano inaugurerà la mostra “Picasso. La metamorfosi della figura”, affidata alla curatela di Malén Gual e Ricardo Ostalé.

La mostra ripercorre cronologicamente il ricco percorso artistico di Picasso, a partire dalle opere giovanili che possiamo datare attorno al 1906, anno della scoperta di quella che l’artista chiamò “arte nera”, ovvero l’arte remota di civiltà primordiali provenienti dal continente africano, i cui tratti di semplicità, immediatezza e unità plastica vennero poi assimilati nella sua produzione fino agli ultimi lavori degli anni Sessanta, prediligendo una sintesi delle forme arricchita da una forte carica emotiva.

Picasso rimodella figure dai volumi squadrati, in una costante scomposizione e ricomposizione delle forme, spesso caratterizzate da una forte connotazione erotica; risultano assenti lo sfondo e l’illusione spaziale, così come è consueta la rinuncia alla componente narrativa.

Emblematica è la genesi delle figure femminili dipinte nell’opera Les Demoiselles d’Avignon (1907), che deriva proprio dalla sperimentazione di nuove soluzioni espressive, ove l’essenzialità dei volumi e la schematizzazione geometrica delle forme incontra la stilizzazione dei volti, allungati e privi di chiaroscuro, all’interno di uno spazio che supera la prospettiva rinascimentale prediligendo una compenetrazione di figure e sfondo.

La mostra ospita oltre quaranta opere del maestro spagnolo, tra dipinti, sculture, insieme a 26 disegni e bozzetti di studi preparatori del preziosissimo Quaderno n. 7, concesso per la mostra dalla Fondazione Pablo Ruiz Picasso – Museo Casa Natal di Malaga. Si tratta di un’imperdibile rassegna per addentrarsi alla scoperta del processo creativo di uno degli artisti più influenti del XX secolo, che sarà visitabile fino al 30 giugno 2024.

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