Mercoledì scorso abbiamo visitato l’incredibile cantina di Ca’ del Bosco di Erbusco, nel cuore della Franciacorta, un luogo dove vino e arte si integrano armoniosamente con il paesaggio circostante.

Il binomio arte e vino ha origini antichissime ed il vino è da sempre una presenza costante nelle opere d’arte, dalla pittura alla scultura: è presente già nell’arte egizia del XIV secolo a.C., in quella classica antica (greca e romana) e nel Rinascimento italiano, fino ad arrivare all’arte contemporanea. Il vino è stato sempre scelto dall’arte ma la vera “novità” è che oggigiorno anche l’arte viene scelta dal vino o, più precisamente, dalle aziende vitivinicole.

Non è insolito che le aziende vitivinicole scelgano di intraprendere delle iniziative legate all’arte, tra cui l’acquisto o commissione di opere d’arte da installare in cantina, la realizzazione di etichette o packaging d’artista, la progettazione della cantina affidata ad architetti o designer di fama internazionale, la partnership con realtà culturali e artistiche, o ancora la realizzazione di musei tematici del vino.

Maurizio Zanella, fondatore di Ca’ del Bosco, ha dato vita negli anni ad una ricca collezione di opere d’arte, distribuite tra le cantine ed il parco circostante: tra le opere presenti, realizzate site-specific dagli artisti dopo aver visitato la cantina, partendo dall’ingresso di Ca’ del Bosco troviamo l’imponente cancello di Arnaldo Pomodoro, una struttura di 5 metri di diametro che rappresenta un grande sole, il vero nutrimento dell’uva. All’entrata dell’area vinificazione della cantina è collocato un rinoceronte a grandezza naturale sospeso nel vuoto: l’opera, dal titolo “Il peso del tempo sospeso”, è stata realizzata da Stefano Bombardieri nel 2003 e simboleggia l’attesa e la stasi in contrapposizione alla vitalità e all’energia caratteristiche dell’animale.

Sorprendente è la scultura di Zheng Lu intitolata “Water in dripping”: spruzzi d’acqua congelati nell’acciaio inossidabile dalla superficie liscia e cromata, che riflette l’ambiente circostante e muta mentre lo spettatore vi si muove attorno, sembrano sfidare la gravità apparendo in movimento carichi d’energia. “Testimone” di Mimmo Paladino è una scultura realizzata nel 2017 dall’eco delle celebri Matres Matutae del Museo Campano di Capua, nella mitologia romana simbolo di fertilità: la figura veglia e custodisce imperante le bottiglie di vino assopite nella penombra.

Nella Cupola dei Sensi è infine installato “Ludoscopio” di Paolo Scirpa: una visione di presenze incorporee che prendono forma a partire dal cerchio applicandogli le due più semplici regole della simmetria, ovvero la traslazione e l’espansione per mezzo di luce al neon e specchi, con il risultato di un effetto prospettico che moltiplica la forma geometrica all’infinito come in un tunnel di cui non si vede la fine, a simboleggiare un finale ignoto.

È stata un’esperienza affascinante che ci ha permesso di comprendere meglio come l’arte possa essere un solido anello di congiunzione tra uomo, natura e le vigne, fungendo al contempo da medium per migliorare l’immagine aziendale ed il prestigio del brand, nonché da strumento atto a perseguire obiettivi di responsabilità sociale d’impresa come il supporto alla comunità artistica e la creazione di nuove connessioni con i clienti e la comunità locale, e infine da stimolo alla creatività dei dipendenti migliorandone altresì il luogo di lavoro.

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